Aterballetto

Fondazione Nazionale della Danza

Progetti speciali

La Fondazione Nazionale della Danza ha stretto una convenzione con il Liceo Coreutico Statale Matilde da Canossa di Reggio Emilia

Tra gli oggetti della convenzione vi è Da uno studio ad una performance, progetto performativo sull’arte della coreografia teso a fornire strumenti di lavoro sulle alchimie creative e sulle scelte tecniche che spesso influiscono sul processo creativo.

Arturo Cannistrà lavora con gli studenti nelle sale della Fonderia39 e crea per loro una coreografia che sarà inserita nel programma del saggio finale.


 

Anno scolastico 2017/2018

Il volto nascosto

Le città hanno un’anima: l'anima di chi l'ha costruita, l’anima di chi ci è vissuto e ci vive, di chi respira l’aria delle sue mura, del suo cielo, dei suoi angoli più reconditi e nascosti. C’è un legame viscerale che lega l’uomo alla sua città ma oggi questo legame sembra essersi attenuato. La città in cui si è nati o si vive da lungo tempo, sembra non proteggerci più con le sue braccia rassicuranti, sembra aver perso la sua magia, non rispondere ai bisogni di chi la vive se non addirittura ostacolarli. La città ha perso la sua anima o siamo noi che, distratti da input fuorvianti di una società tecnologica, non riusciamo più a cogliere la bellezza segreta della sua anima e proviamo una sorta di disagio, di disorientamento di fronte al fascino misterioso che essa esercita su di noi? Trasformiamo questo senso di disagio in una sana curiosità e alle luci di un’alba dalle dita di rosa, come la definisce Omero nell’Odissea, o nell’oscurità di una notte illuminata da un cielo stellato, iniziamo il nostro viaggio tra le vie, le piazze, i palazzi con i loro cortili segreti nei quali può apparire all'improvviso una inaspettata sorpresa: una statua, una fontana, un chiostro magari con una pianta di limoni che illumina di colore una grigia giornata autunnale in cui è avvolta la città. Scoprire la propria città, le proprie radici, angoli di strade o di quartieri dove si è passati tante volte, distratti, pensando ad altro, senza accorgersi della loro importanza storica, del loro significato più profondo, delle suggestioni che possono esercitare. Sentire l'anima della città, significa immergersi nella realtà del suo centro storico, scoprire le storie, le leggende che accompagnano luoghi, monumenti che diventano vivi, si umanizzano, trasformano il loro volto istituzionale. Ecco cala il velo e, come per magia, si rivela il volto nascosto della città. È un giorno speciale quello in cui passeggiare nel silenzio dell'alba o della notte assume un significato diverso dopo che sono emersi aspetti della città fino a quel momento inediti e sconosciuti. Sarà come essere diventati un po’ più padroni della propria città. Eccoli i vecchi leoni della Basilica di San Prospero simbolo della città. Dalla suggestiva piazza ci incamminiamo verso la via Emilia lungo la quale si snodano gli edifici della Reggio medioevale. Ma ancora più affascinante sarà percorrere i sotterranei della città con i loro misteri e i loro segreti. Attraverso la "via obliqua", asse viario di origine romana, arriviamo ai sotterranei di Palazzo Busetti da cui proviene la lucerna a disco decorata con il gruppo di Chirone e Achille. Sulla "via obliqua" si allineava tutto il quartiere residenziale della città romana e, in età medievale, essa aveva assunto la funzione di un percorso processionale che collegava direttamente la città alla Basilica di San Prospero. Da Palazzo Busetti alla piazza del Duomo il percorso è breve. Esploriamo la cripta della cattedrale romanica nella quale veniamo catturati dalla bellezza del mosaico policromo, un tappeto musivo al centro del quale sono raffigurati danzatrici e danzatori che suonano i cembali. Dal Duomo la nostra passeggiata prosegue verso il teatro Romolo Valli. Scendiamo nei sotterranei che con il loro percorso tortuoso ci avvolgono in un alone di mistero stimolando la nostra curiosità e la nostra immaginazione. Riprendiamo il nostro percorso che di nuovo attraverso la via Emilia ci porterà verso la chiesa di San Girolamo. Scendiamo nella cripta e veniamo attratti dal fascino dei lanternini originali ad olio che servivano per illuminare e scaldare i fedeli durante il rito ascensionale nella Settimana Santa. La lunga passeggiata non poteva non concludersi di fronte a quella che oggi è considerata la vera anima della città: la stazione Alta Velocità, conosciuta come onda bianca e progettata dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Il nome le deriva dalla forma ad onde della grande copertura il cui effetto ottico rende questo luogo unico nel panorama architettonico italiano. Nel silenzio di un’alba dorata questo luogo che durante il giorno vede un flusso continuo di viaggiatori che partono e arrivano appare in tutta la sua magica bellezza. Il porto terrestre, il biglietto da visita di una città: ecco cosa è una stazione. E la stazione di Reggio Emilia con la sua struttura complessa è più che mai l’iconografia classica del viaggio.
Viviana Sassi


Il progetto si articola in un percorso di dodici incontri di due ore ciascuno, allestimento e performance finale – durante un orario extrascolastico – nella sede della Fonderia39.

Arturo Cannistrà – Coreografo
Luigi Linardi – Professore del Liceo Coreutico e  assistente alla coreografia
Francesco Germini – Compositore
Viviana Sassi – Drammaturgia


 

Anno scolastico 2016/2017

Il progetto “Un viaggio attraverso i sensi” che ha come tema centrale la forza evocativa del colore nell’arte, si pone l’obiettivo di stimolare nei giovani, spesso troppo distratti dalle immagini in senso lato, una lettura della realtà e del mondo esterno basata su percezioni sensoriali ed emotive che li aiutino a focalizzare il proprio mondo interiore, a capire cosa realmente si provi al di là di quello che è leggibile sul piano razionale.

Ispirato alla pittura informale e fortemente incisiva nel colore dell’artista Alfonso Borghi e al valore metaforico del colore nella poesia “Vocali” di Arthur Rimbaud, “ Un viaggio attraverso i sensi” è un percorso nella comunicazione empatica, è entrare in punta di piedi nel mondo altrui senza gabbie e senza costruzioni, è un contatto intimo con se stessi e con il legame profondo e misterioso che lega tutte le cose.

Viviana Sassi


Il progetto si articola in un percorso di dieci/dodici incontri di due ore ciascuno, allestimento e performance finale – durante un orario extrascolastico – nella sede della Fonderia, a partire dalla fine di febbraio.

Arturo Cannistrà – Coreografo
Luigi Linardi – Professore del Liceo Coreutico e  assistente alla coreografia
Francesco Germini – Compositore
Viviana Sassi – Drammaturgia



Anno scolastico 2015/2016


Con “La terra trema o nostalgia”, liberamente tratto dall’omonimo film di Luchino Visconti e dal romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga.
Con questo progetto si intendono raggiungere due finalità. La prima è quella di far comprendere meglio il lavoro creativo e professionale del coreografo agli studenti del Liceo Coreutico. La seconda finalità sta nel far comprendere quanto sia attuale nella società odierna il tema presente nel film e nel romanzo, ossia la sconfitta dei valori ancestrali e tradizionali ad opera della logica dell’utile e del profitto.

Arturo Cannistrà – Coreografo
Luigi Linardi – Professore del Liceo Coreutico e  assistente alla coreografia
Francesco Germini – Compositore
Viviana Sassi e Raffaele Filace – Drammaturgia

Rappresentazione: 6 giugno 2016, Teatro Valli di Reggio Emilia

Link al video

 


Anno scolastico 2014/2015


Vanitas perché la storia dell’Orlando furioso ruota intorno alla ricerca dell’oggetto del desiderio, una ricerca circolare , illusoria, inappagata. Vanitas perché la volontà e il desiderio degli uomini sono soggetti all’arbitrio della fortuna che vanifica anche i progetti più razionali. Vanitas perché le aspirazioni umane si mutano in pazzia o in sogni privi di consistenza, come nel palazzo incantato di Atlante che, come la selva, diventa metafora dell'uomo che segue sempre sogni irrealizzabili  e vane illusioni.
È il viaggio sulla luna di Astolfo a riassumere la tematica centrale del poema: gli uomini si perdono perché muovono sempre alla ricerca di cose irraggiungibili. Sulla luna finiscono tutte le loro alienazioni, i vani desideri e falsi valori. E il mondo della luna traduce lo sguardo distaccato di Ariosto nei confronti della fugacità dei beni terreni e della fragilità umana.

Arturo Cannistrà
– Coreografo
Annalisa Celentano – Professoressa del Liceo Coreutico e  assistente alla coreografia
Francesco Germini – Compositore
Viviana Sassi e Raffaele Filace – Drammaturgia

Rappresentazione: 6 e 7 giugno 2015, Fonderia39.