Aterballetto

Fondazione Nazionale della Danza

Reviews

(…) Noces opposent de claque côté d’une immense table, huit femmes en robes longues et huit hommes en pantalons et gilets. (…) On est fasciné par les alignements tirés au cordeau des danseurs assis sur d’étranges chaises métalliques dont ils martèlent le sol bruyamment. Puis, ils les utilisent en tous sens dans des mouvements acrobatiques, exécutés avec un ensemble impressionnant. Des artistes bondissent sur la table pour interpréter des solos et duos de femmes tourmentées et de machos agressifs. Outre la rigueur de cette vision sombre, on admire la richesse et l’invention du vocabulaire de Mauro Bigonzetti.
René Sirvin, Le Figaro, 9 dicembre 2002

 

(…) Bigonzetti rifiuta colore e folclore: ne Le Nozze gli oggetti scenici di Montecchi segnano un percorso duro ma naturale con tavoli, inginocchiatoi, altari.
Mario Pasi, Corriere della Sera, 5 febbraio 2003

 

(…) Un enorme tavolo centrale (prima in posizione orizzontale, poi verticale) attraversa il palcoscenico delimitando lo spazio, e si trasforma via via in una passerella, in un altare, in una mensa, in un letto: cambiamenti di funzione dell'oggetto che man mano accolgono le esibizioni, i richiami sessuali e le profferte amorose degli interpreti. Ai lati, sistemati in due file parallele su sedie-inginocchiatoi di metallo, i danzatori seguono quanto avviene sulla pedana con movimenti ritmici che 'dialogano' con le sonorità stridenti della musica di Stravinskij, mentre questi strani sedili da "oggetti scenografici" si trasformano in "oggetti coreografici" che partecipano al rituale.
Gabriella Gori – www.drammaturgia.it, 28 giugno 2002

 

(…) L'ottimo Aterballetto sfodera una danza vibrante e una tecnica di altissimo livello con prese, lifts, esasperati cambrés, contorsioni del busto e rapide riprese della posizione eretta. Vestiti di scuro, eccetto i due sposi (lei in bianco, lui in nero con corpetto candido), i danzatori, a canone, alternano assoli femminili e maschili, passi a due (ineccepibili quelli di Macha Daudel / George Oliveira e Ashen Ataljanc / Walter Matteini) e scene corali, avvolti dalle luci spettrali di Cerri.
L'atmosfera astratta e metallica delle Nozze trova la sua apoteosi nel finale con gli inginocchiatoi appoggiati al tavolo che dondolano emanando lampi di luce sul fondale scuro, alludendo così metaforicamente alla complessità del rapporto coniugale fatto di luci ed ombre.
Gabriella Gori – www.drammaturgia.it, 28 giugno 2002

 

(…) Les Noces (…) con Bigonzetti si trasforma in un’elegante lotta tra uomini e donne, danzata intorno a un tavolo. Contrazioni frequenti, abbinate a movimenti primitivi contrastanti con salti e pose d’effetto, determinano la qualità dinamica della danza di Bigonzetti che nelle sue Noces in bianco e nero (costumi da sera, abbinati a geometrici sgabelli metallico-argentei che si trasformano in sedie, inginocchiatoi, campane) concentra il tutto sulla moltiplicazione della coppia.
Francesca Pedroni – Danza & Danza, luglio-agosto 2002

 

(…) La danza è potente, espressa in un organico che colpisce per forza e coesione espressiva, in cui il gesto sembra sempre finalizzato più al servizio dell’insieme e meno al rispetto di consolidate gerarchie nella distribuzione dei ruoli; anche la scrittura coreografica, soprattutto nei diversi gruppi a terra, sembra donare a Bigonzetti una decisa e ben definita identità compositiva. Anche la partitura ritmica trova un suo autonomo corrispettivo visivo nella formulazione di quadri successivi e mai statici, e una gestione dei gruppi sapientemente alternata fin dall’apertura del sipario.
Ste.Tom. – LIBERTA’, 29 giugno 2002

 

(…) Imponente e perfetta, immersa in un’oscurità ancestrale dalle superbe luci di Carlo Cerri, vero coautore della serata, è la resa di ‘Les Noces’, altro potente caposaldo della modernità. La turgida interpretazione coreografica della partitura da parte di Bigonzetti, se scarta l’aneddoto, resta legata alla sua originale, intensa e solenne, ritualità, sottolineata dalla percussiva cadenza del flusso ritmico, dall’inquietante orchestrazione e dal denso colore vocale. Questi elementi accompagnano il secondo percorso amoroso della serata verso la sua inevitabile conclusione, in una scansione amara e violenta che suggerisce e apre profondi squarci di verità sull’identità stessa del legame matrimoniale.
Ermanno Romanelli – Corriere dell’Umbria, 16 giugno 2002

 

(…) Quella di Bigonzetti (la versione di Les Noces, n.d.c.) ha il pregio di cogliere con intelligenza lo spirito dell’originale, conservandone la ritualità barbara e tribale di un rituale nuziale. Depurato tuttavia da ogni riferimento temporale e locale, e trasformato in fronteggiarsi aggressivo e violento, solcato soltanto da rare tenerezze, di un gruppo di uomini e donne.
Se i costumi di Kristopher Millar e Lois Swandale rievocano il monocromatismo dell’originale con un’eleganza sontuosa eppure stilizzata, gli elementi scenici essenziali e lucenti di Fabrizio Montecchi –inginocchiatoi sui quali i danzatori si issano come su trespoli e lunghi tavoli per esporsi agli sguardi altrui – imprimono all’atemporalità del rito una lieve aura contemporanea. Quanto all’andamento coreografico, esso sembra originarsi direttamente dagli stessi elementi scenici, con una forte accentuazione di quel segno contratto e talvolta distorto, quasi ripiegato su se stesso, che è ormai la firma di Bigonzetti.
Valentina Bonelli – Gazzetta di Parma, 16 giugno 2002

 

(…) Les Noces, scenograficamente scarno e costruttivista nella sua versione originale, rigoroso e neoclassico nelle forme, caratterizzato da figurazioni e schemi di movimento in stretto rapporto dialogico con la musica, rivive in Bigonzetti con originalità di soluzioni.
Luana Bombardi – Il Resto del Carlino, 16 giugno 2002

 

Ha cercato e trovato una danza minuta, molto ricca di piccoli gesti ma asciutta, ‘contro’ una musica ampollosa e magniloquente. Il risultato è stato di straordinario effetto poiché tale contrasto ha provocato una forte tensione espressiva, senza vuoti.
Giulia Bassi – Il Resto del Carlino, 17 giungo 2002

 

Bigonzetti’s new version of Les Noces relies on and elicits the powerful erotic drive embedded in Stravinsky’s score, offering the first-rate dancers of the company a unique blend of technical and interpretative demands. The danced action is captivatingly fast-paced and temperature-raising.
Giannandrea Poesio – The Spectator, London, 23 maggio 2002