Aterballetto

Fondazione Nazionale della Danza

Reviews

È un piacere trovare nel repertorio dell’Aterballetto Steptext. Perché mai come ora la compagnia, guidata da Mauro Bigonzetti, ha avuto le armi affilate al punto giusto per affrontare tecnica e stile di William Forsythe. Sbilanciamenti del corpo, scatti repentini, momenti di stasi sono sottolineati dal violino della Ciaccona in re min. di Bach che spesso all’improvviso tace (..) come per collassi di luce. Quattro interpreti superlativi.
Sergio Trombetta – PANORAMA, 30 luglio 1998

 

(…) Steptext un quartetto magnifico, costruito come un meccanismo a orologeria, per stacchi di luce, pause di suono, rotture e riprese, conferma la volontà di tenere aperto quel dialogo privilegiato che il coreografo americano, (Forsythe, ndr), ha da anni con Reggio Emilia.
Elisa Vaccarino – IL GIORNO, 31 luglio 1998

 

(…) “Steptext” è un neologismo, una parola inventata, in assonanza con “sextet” (sestetto). E’ il frutto della giustapposizione di “step” (passo) e “text” (testo): un testo fatto di passi o, se si vuole, una pagina scritta con la danza. Una danza, quella di Forsythe, in cui si usano i piedi, le gambe, i corpi interi dei danzatori, come strumenti e graffiti miracolosi, che riescono ad evocare l’idea di una sinfonia visuale.
Vittoria Ottolenghi – IL RESTO DEL CARLINO, 12 dicembre 1999

 

(…) A ricordare la sua impronta forsythiana, Aterballetto ripropone Steptext dell’85, manifesto della rivoluzione post-classica, bellissimo ad ogni nuova riproposta. (…) E’ il primo Forsythe, che con il suo innesto ardito di iperdinamismo e folle velocità su una base stilistica rigorosamente classica, che i quattro danzatori di Aterballetto hanno profondamente compreso.
Valentina Bonelli – GAZZETTA DI PARMA, 7 luglio 1998

 

(…) Un’ipnotica danza di alternanze intessuta di buio e di luce, di suoni e di silenzi, di vertiginosi disequilibri ed equilibri, di eccessiva velocità ma anche di movimenti di estrema dolcezza, interpretata con grande energia, rigore interpretativo e rispetto stilistico.
Sandra Campanini – GAZZETTA DI REGGIO, 4 luglio 1998

 

(…) Un gioco, ma non solo, tra una danzatrice e tre danzatori, ma anche una sperimentazione gloriosa, fatta di zaffate di luci e di buio, di tempi segreti, di percorsi invisibili, di colpi di scena visuali.
Vittoria Ottolenghi – L’ESPRESSO, 24 ottobre 2002

 

(…) Lo sfaccettato Steptext di William Forsythe per quattro danzatori con la vivisezionata Ciaccona per violino solo di Bach. Il gesto viene frullato, frantumato in essenze, brandelli, fugaci fotogrammi cinetici impazziti alla ricerca di sporadici equilibri.
Lorenzo Tozzi – IL TEMPO, 21 ottobre 2002

 

Sistema di segni del geniale coreografo, , alchemica grafia capace di veicolare emozioni intense nella pur rarefatta, minimale gestualità
P.B – IL GAZZETTINO DI REGGIO, 7 luglio 2005