Intessuto di linee geometriche allungate che denotano la genesi per una compagnia neoclassica come quella newyorkese, ma anche spezzato dal segno contratto e modern che è ormai la firma stilistica di Bigonzetti. Vespro ha il pregio di soffondere i più densi umori latini in un'elegante e misurata stilizzazione. È sicuramente questo il segreto di un balletto che gli americani hanno molto apprezzato e continuano a rappresentare e passato alle sei coppie e un ballerino di Aterballetto, non perde la linearità originaria, ma si carica anzi di un autentico languore vespertino.
Valentina Bonelli - La Gazzetta di Parma, 8 giugno 2003
Ha incantato la musica, tratta da una partitura originale di Bruno Moretti. A questa si incastonava la danza versatile e sorprendente dei componenti della Compagnia, che con complicati duetti e intrecci, si sono impegnati nella resa di una serena visione della morte di cui la notte è immagine
Elisa Borciani -Reporter, 13 giugno 2003
Bigonzetti dipana in modo esemplare il dolente susseguirsi in proscenio di sei corpi e le esplosioni di furore di un danzatore solo. La musica di Bruno Moretti è un inno italiano: tra Monteverdi e Sciarrino, è corposa e dolce anche l'italianità dei Vespri verdiani che si riverbera qua e là nella notte.
Marinella Guatterini - Il sole 24 ore 8 giungo 2003
Vespro è un balletto emozionante, tutto giocato sul senso di smarrimento dell'ora "che volge il disio ai navicanti e 'ntenerisce il core" e la mussica live di Bruno Moretti accentua il carattere nostalgico e malinconico del tramonto.
Le belle luci di Carlo Cerri ricreano il crepuscolo nei chiaroscuri che riverberano nei corpi scultorei dell'ATB e il sestetto, in un vibrante stile neoclassico di respiro contemporaneo, inanella una serie di dinamiche legazioni costruite su prese, lanci, lifts, esasperate posizioni in allongèes e in contrazione.
Gabriella Gori - Drammaturgia.it, luglio 2003
Eleganza delle linee del corpo e nitore della costruzione coreografica nello spazio, legati con intelligenza alla bella musica evocativa di Bruno Moretti, sono i tratti distintivi di Vespro, la felice creazione firmata un anno fa da Mauro Bigonzetti per il New York City Ballet. Rimontata per l'Aterballetto. Vespro è giocata intorno a un pianoforte nero sistemato il centro del palcoscenico: una sorta di altare pagano, simbolo di quelle zone liminali dei riti, entro le figure officanti fungono da tramite di passaggio e di unione tra dio e il popolo. Un altare astratto, sul quale l'officiante è Thibaut Cherradi - non è un personaggio, piuttosto la personificazione in movimento di un "danzare" forte e un po' primitivo che diventa per gli altri sacro richiamo
Francesca Pedroni - Danza & Danza, luglio/agosto 2003
Vespro è un lavoro "notturno", affidato a tredici danzatori in nero, privo di scenografia e diviso in tre movimenti di forza, fluidità, frenesia, fra energici assolo e appassionati passi a due, prese sapienti, vorticose evoluzioni. Riflessione sulla preghiera e sulla vita, l'azione si affida alle suggestioni incrociate dei corpi, degli strumenti e delle voci, con la partitura di Bruno Moretti.
Luana Bombardi - Il Resto del Carlino, 8 giugno 2003