Aterballetto

Fondazione Nazionale della Danza

Repertorio

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Comoedia Canti - cor. Mauro Bigonzetti

Coreografia di MAURO BIGONZETTI
Drammaturgia: NICOLA LUSUARDI
Musiche: BRUNO MORETTI, DMITRIJ SHOSTAKOVICH, JOHANN SEBASTIAN BACH
Scene: CLAUDIO PARMIGGIANI
Costumi: LUCIA SOCCI, CLAUDIO PARMIGGIANI
Luci: CARLO CERRI

Consulenza musicale: PARIDE BONETTA

Nel 1997, al suo insediamento come direttore artistico, Mauro Bigonzetti propose per la sua nuova compagnia un progetto coreografico triennale, che avrebbe portato i suoi danzatori nel nuovo millennio. Progetto complesso, difficile e temerario, per aver individuato come fonte di ispirazione un’opera divenuta testimonianza eccelsa della cultura e dell’arte italiana nel mondo, quella Divina Commedia che Dante Alighieri scrisse nel 1300 e a cui affidò le sue riflessioni politiche, sociali, filosofiche e religiose, attraverso un viaggio allegorico alla ricerca della conoscenza di quelle forze che danno vita alla complessa “macchina” umana intesa sia nella sua accezione individuale che collettiva.
Con i suoi compagni di viaggio Bigonzetti ha intrapreso questa esplorazione verso la purezza e la astrazione, in cui, alla fine, protagonista assoluto è il corpo, il movimento, la danza: tre tappe che ora, rielaborate e sintetizzate, vengono presentate in una serata unica, un percorso compiuto che rappresenta, a livello culturale e coreografico, un momento ulteriore di affinamento tecnico e linguistico.

Partendo dall’Inferno, attraverso il Purgatorio e verso il Paradiso, questo viaggio - coreografico, figurativo e musicale - ha dovuto affrontare la lettura del testo dantesco, utilizzato nella prima tappa come “pretesto” per un’indagine intorno all’aspetto negativo delle forze ed energie latenti nell’essere umano e recuperato nel Purgatorio in senso filologico attraverso l’ascolto riverente delle parole del Poeta, che direttamente nelle sue terzine fornisce tutte le indicazioni emotive, posturali e temporali per una lettura teatrale della cantica. Dalla pesantezza immutabile e dannata dell’Inferno, ad un luogo non tangibile, evanescente, dove tutto e tutti sono in movimento e in costante tensione verso la purificazione, fino al Paradiso dantesco che non è un luogo, in cui il corpo non è corporeo, non ha fisicità nè consistenza, cui il tempo è eternità e non c’è materia se non luce.

Nell’affrontare la lettura delle tre cantiche, una è stata la guida, il punto di riferimento che ha reso coerente e compiuto il progetto: il viaggio allegorico di Dante è anche, e soprattutto, il viaggio di un uomo, la sua esperienza, con i limiti della propria fisicità ed umanità, con i suoi dubbi e il suo travaglio, le tappe di un processo conoscitivo, la spinta a raggiungere la verità, la consapevolezza acquisita dell’ordine dell’universo e la coscienza di partecipare al ritmo vitale impresso da Dio in ogni creatura.

Ed è con questa consapevolezza che allora il corpo, limite e sede dell’essere umano, è riuscito a percorrere questo viaggio, un training attraverso cui passa ogni prova e in cui si compie un rito; il corpo dei danzatori che, come Dante, hanno vissuto questa esperienza per offrirne testimonianza ed esempio.

Prima Rappresentazione Assoluta:
Festival di Montpellier
29 giugno 2000

Prima Rappresentazione Italiana:
Bologna, Teatro Comunale
10 luglio 2001