Fiori d'Irlanda
Dopo aver composto la sua prima breve coreografia per i Balletti di Montecarlo e una commissione per la Biennale di Lione, Walter affronta per Aterballetto un lavoro più complesso, per durata e ispirazione: questa volta è una storia, una realtà in cui per caso si è imbattuto – attraverso un reportage - e che lo ha colpito profondamente. La scoperta, in Irlanda, di conventi religiosi in cui fino agli anni 70 venivano mandate giovani donne - ragazze madri, trovatelle o ”peccatrici” per la morale comune – ad aspettare che, forse, qualcuno della famiglia le riportasse a casa, oppure per rimanere per sempre, pregando tutto il giorno, pulendo, lavando nell’anonimato di una condizione estranea al trascorrere del tempo. Anche in chi ne è uscito – e qualcuno c’è stato – questa esperienza ha lasciato un segno indelebile, fatto di ricordi che riemergono, di abitudini che ritornano, di emozioni che rimangono. E sono proprio le emozioni, e con esse i momenti di una vita quotidiana, governata dal potere forte della Chiesa, che vengono messi in scena e che vengono riportati a galla; senza giudizio, senza interpretazione o narrazione, lasciando che a parlare siano i sentimenti e l’intimità di questi “fiori” , della loro freschezza ed ingenuità, nascosti nel grigio di una vita semplice, di un mondo a parte.
Produzione: CRD/Aterballetto per Italia/Danza
Reggio Emilia Danza 2001
Prima Rappresentazione:
Reggio Emilia, Teatro Cavallerizza
29 maggio 2001
Interpreti: 8 danzatori