Furia Corporis
Cos’è quella furia che anima la figura, cos’è quell’emozione che illumina i sensi e che muove lo spirito creativo?
Negli scrittori d’arte del Cinquecento e del Seicento, il termine furia indicava l’impeto, lo slancio veemente che un artefice imprime alla sua figura immaginata in movimento. E’ Michelangelo che scrive “Maggior grazia e leggiadria che possa avere una figura è che mostri di muoversi, il che chiamano i pittori furia de la figura”.
I sommi maestri dell’arte del 500 e 600 ci hanno accolto nella Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, in cui questa creazione ha visto i natali, avvolgendoci con i cromatismi, i segni e le immagini di quel tempo.
Ed ecco allora che i corpi si animano, pervasi da una luce che è vita, emozione, movimento, energia, che si sprigiona e si espande in tutto lo spazio, che buca la scena e si diffonde sui muri, sulle facciate dei palazzi, fra la gente. I colori prendono forma, e come nelle feste popolari di Bruegel, tutti i sensi entrano in gioco e vengono colpiti, irretiti come nelle sinfonie di Beethoven.
Catturati da questa suggestione, cerchiamo allora nella nostra storia, nelle altezze raggiunte dall’arte dei nostri padri e, ricchi di questa eredità, ma con lo spirito del nostro presente, ce ne facciamo tramiti ed interpreti, nei colori, nei costumi di scena, nella scrittura coreografica, nel creare il disegno luci, nella compenetrazione degli elementi teatrali, per “dare corpo” ad un’emozione.
Mauro Bigonzetti
Coproduzione Centro della Danza Aterballetto - Ascoli Piceno Danza /
AMAT 1998
in collaborazione con ENEL
Prima Assoluta:
Ascoli Piceno, Piazza del Popolo
25 luglio 1998