Aterballetto

Fondazione Nazionale della Danza

News dalla Fondazione

Ultimo spettacolo per la Rassegna ITALIA DANZA 2012, venerdì 4 maggio ore 21.
Dopo i tre spettacoli che hanno registrato il tutto esaurito, tra i quali quello dell’11 aprile di Aterballetto, con la presenza tra il pubblico del grande coreografo William Forsythe, la Rassegna si chiude con una rappresentazione in prima regionale dell’ultima produzione del Balletto dell’Esperia di Torino: Bach Eclat.

BALLETTO DELL’ESPERIA
direzione artistica: Paolo Mohovich

Il Balletto dell’Esperia, diretto dal coreografo Paolo Mohovich, è una compagnia di danza contemporanea attiva in Italia dal 1999, che ha sede a Torino, formata attualmente da sei danzatori solisti. In questi anni il BdE si è imposto come uno dei più interessanti ensemble di danza contemporanea a base classica, danzando titoli dello stesso Mohovich e di altri coreografi tra cui William Forsythe, Jacopo Godani, Thierry Malandain, Gustavo Ramirez, Eugenio Scigliano, Inma Rubio: una modalità produttiva piuttosto rara in Italia, analoga a quelle delle maggiori realtà europee impegnate nella diffusione della coreografia contemporanea.
Realtà consolidata di livello internazionale, ha all’attivo numerose tournées di successo in Italia, Spagna, Francia, Cipro, Argentina, Uruguay, Brasile, Cile e Stati Uniti. Dal 2006 è compagnia associata della Fondazione Teatro Piemonte Europa. Attualmente il BdE è sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Piemonte, dalla Città di Torino, dal festival  Torinodanza, dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa, e dalla Fondazione CRT.

Per la rassegna presenteranno
“Bach Eclat”
Sols a dos / BACH éclat

La luminosità e la bellezza a volte piena di spiritualità, che contraddistinguono l’opera di Bach, danno il titolo allo spettacolo, che si articola in un gioco di dinamiche e forme con l’obiettivo di disegnare la musica attraverso i movimenti, in sintonia o in contrasto con essa. BACH éclat, omaggio al compositore tedesco, oggi così attuale per la sua sorprendente inventiva e modernità, è composto da due coreografie di Paolo Mohovich: Sols a dos, sulla Suite nr. 3 in do maggiore, suonata dal vivo dal talentuoso violoncellista torinese Amedeo Fenoglio, e a seguire BACH_éclat, sui Concerti Brandeburghesi.

SOLS A DOS 
coreografia: Paolo Mohovich
musica: Johann Sebastian Bach, Suite nr. 3 in do maggiore
esecuzione dal vivo: Amedeo Fenoglio

Sols a dos (Soli a due in catalano) esplora l’essenza intimista e preziosa della musica che scaturisce dal suono di un unico violoncello. Sulle note della Suite nr. 3 di Bach, suonate dal vivo da Amedeo Fenoglio, tre duetti si susseguono rispettivamente su Prélude, Allemande e Courante, assecondando e contrastando l’umore della musica, mettendo in evidenza punti di contrasto e di disaccordo all’interno di ogni coppia. I corpi si incontrano, si lasciano, si ritrovano, si incrociano, si avviluppano, in continua ricerca tra loro. A seguire Sarabande, un malinconico assolo maschile, mentre in Bourrée piccoli assoli e quartetti appaiono e scompaiono nello spazio scenico, quasi come se fossero note musicali, incisive, ma effimere. Infine in Gigue tutta la compagnia dà vita ad un ironico finale danzando in totale armonia con la musica, e occupando lo spazio con linee nitide dal chiaro disegno architettonico.
Il musicista, in scena accanto ai danzatori, dialoga con essi contribuendo a creare una simbiosi tra movimenti e suoni, evidenziando ancora di più la perfetta integrazione tra danza e musica.

“…Sei danzatori articolati in diverse formazioni, duetti, quintetti, per una danza costruita con sapienza, insieme carnale e piena di energia, belle idee sviluppate bene. …”
Sergio Trombetta, Autori torinesi in piattaforma - Danza & Danza, novembre 2011


BACH éclat 
coreografia: Paolo Mohovich
musica: Johann Sebastian Bach, estratti dai Concerti Brandeburghesi

Il balletto, su alcuni brani tratti dai Concerti Brandeburghesi, è uno studio sul binomio velocità/lentezza, che dalla filosofia greca in avanti (dal modello di Apollo - il bello, il rallentato, il razionale - e di Dionisio - la vitalità, la frenesia vertiginosa -), ha sviluppato due diversi modi di percepire e di vivere il tempo. Questa contrapposizione corrisponde alle due estetiche proprie della nostra vita quotidiana: quella della tranquillità e della contemplazione, e quella della sfrenatezza e dell’accelerazione. Ma lentezza e velocità non sono in assoluto contrasto tra loro: entrambe possono essere in sintonia con i tempi interiori dell’individuo, con il corpo e con lo spirito, a seconda dei momenti della vita. La musica barocca, ricca di mille sfumature, asseconda e contrasta i vari gradi di velocità e lentezza presenti nella danza, mettendo in luce i conseguenti stati d’animo che ne derivano: ne nasce un’intensa creazione grazie ad un approfondito studio sulla forma, sul ritmo e sui caratteri delle diverse sonorità musicali.

“…Bach éclat è il titolo del secondo pezzo, ideato sui Concerti Brandeburghesi, solennità barocca attraversata da una creazione sul binomio velocità e lentezza, esplorato con intima capacità di modulare, nell’incontro tra corpi, una danza dalle linee generose, nella quale la base accademica si nutre di un respiro di movimento vicino a Kylian. Uno spettacolo di pregio. …”
Francesca Pedroni, La danza italiana sfida gli umori neri della crisi  - Il Manifesto, 31 marzo 2012

Prima assoluta: Teatro Astra, Torino, 15 marzo 2012


La Rassegna Italia Danza 2012
Gli inglesi direbbero 'a home, not a house'. Una casa che è dimora, non un semplice posto dove stare. Uno spazio che non tanto si 'fa' abitare, ma piuttosto avvolge, protegge, custodisce, cura chi la abita. E che ne coltiva le idee e aiuta a farle fiorire. 
In piena sintonia con questa idea di 'casa' la Fondazione Nazionale della Danza sempre di più sta facendo della sua sede, la Fonderia, un luogo dove coltivare un'idea di danza che è insieme pratica e pensiero: studio, creatività e riflessione. Incontro e scoperta. Accoglienza e apertura.
Così ecco che – accanto al lavoro di Aterballetto che qui risiede e vive- la Fonderia ribadisce questa sua vocazione avviando una serie di azioni che ne rafforzano anche l'identità e la missione culturale. Come la volontà di ospitare e presentare alcune significative realtà della produzione nazionale, per offrire al pubblico un ventaglio ampio e diversificato dell'attuale coreografia italiana, senza altro limite che la qualità artistica vera, nell'intento di invitare alla scoperta e rafforzare la consapevolezza della vitalità artistica e dello stato dell'arte nel nostro paese
Da qui l'idea di creare una vera e propria rassegna di proposte dall'emblematico titolo 'ItaliaDanza 2012' e  affiancare per l'occasione, accanto ad Aterballetto- due compagnie e autori antitetici geograficamente ed esteticamente – il siciliano Roberto Zappalà e il piemontese Paolo Mohovich- che però nei loro specifici ambiti artistici  ( la ricerca di un teatrodanza fisico e emozionale Zappalà; uno sviluppo estetico e poetico del postclassicismo Mohovich) sono sicuramente tra gli autori più interessanti e preparati dell'attuale scena nazionale.
Non solo. Accanto agli spettacoli, proprio per dare la possibilità di vivere l'arte in tutte le sue pieghe e conoscerla da ogni prospettiva, un 'Angolo della Casa', l'ATB Corner appunto, viene destinato al contatto diretto con gli artisti e gli operatori che vivono la danza; dove si scopre o riscopre la storia di Aterballetto attraverso la testimonianza diretta di chi ha contribuito a creare questo progetto unico in Italia;dove, anche,  si dialoga con le altre più giovani realtà artistiche del territorio.
Dialogo, infatti, è insieme a 'Casa' l'altra parola chiave della  visione e missione culturale di FND. Infatti proprio in un'ottica di dialogo si delinea la volontà di intessere rapporti di scambio e di confronto con analoghe realtà produttive in Italia e all'estero e collaborare con i sempre più dinamici circuiti di distribuzione, come Aterdanza. Una tessitura serrata di contatti e di collaborazioni, che ulteriormente contribuisce a fare della Fonderia/FND un  vero e proprio Centro Coreografico Nazionale sia catalizzatore che propulsivo per la cultura di danza in Italia, un punto di riferimento ma anche di partenza per proseguire nel consolidamento e radicamento nel nostro Paese della cultura di danza, di cui la città di Reggio Emilia e Aterballetto sono da oltre trent'anni principali, consapevoli e appassionati protagonisti.
La rassegna inizia con la ripresa di “Les Noces” coreografia di Mauro Bigonzetti sulle musiche di Igor Stravinsky. Personale rivisitazione del coreografo Bigonzetti che ha debuttato dieci anni fa, nel 2002.

in collaborazione con AterDanza e Fondazione I Teatri

singolo spettacolo: 12 euro
singolo spettacolo per possessori card: 10 euro
singolo spettacolo per possessori abbonamento danza I Teatri di Reggio Emilia: 10 euro

prenotazione obbligatoria: 0522/273011