Aterballetto

Fondazione Nazionale della Danza

News dalla Fondazione

I DREAM

con Michele Abbondanza
di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con la collaborazione di Tommaso Monza
luci Andrea Gentili
video Tommaso Monza e Andrea Gentili
consulenza drammaturgica Bruno Stori
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dip. Spettacolo, Provincia Autonoma di Trento – Servizio Attivita’ Culturali, Comune Di Rovereto - Assessorato Alla Contemporaneità, Regione Autonoma Trentino - Alto Adige
un ringraziamento particolare a Danio Manfredini
grazie anche a Luciana Moggio e Andrea Baldassarri    


Questa prima occasione di solitudine scenica mi induce all’outing coreografico, a una riflessione sul presente in forma di memoria.

Proprio la forma, dopo iniziali effluvi di parole, è uscita fuori prepotentemente e così partito da un punto, mi ritrovo misteriosamente in un altro. Un punto non a caso; un punto che in fondo, conosco bene, dove il corpo, i suoi contorni, spasmi, fragilità, eccessi e difetti, assurgono a unici e definitivi simboli.

Capita che alcune visioni ti prendano le gambe, ti facciano infilare una parrucca e non ti impediscano più di recitare una patetica felicità. Immagini che improvvisamente appaiono come in un sogno ed ecco che la memoria del corpo esce allo scoperto e ti ritrovi come un consenziente burattino a seguire una partitura di movimenti che non sapevi più di sapere e sfogliando il corpo come un libro leggi e senti vibrare qualcosa in te. Come in un gioco di specchi strizzi il caleidoscopio della mente: è l’attraversamento di un percorso somatico; coreografie, passi, esercizi ma anche semplici camminate, azioni di servizio, posizioni di pausa sedute; tic e riflessi condizionati che escono come un flusso di memoria inconscio ed incosciente. 

Seduto, in attesa, imbacuccato a pensare con quell’incantamento bolso e un po’ autocompiaciuto di certi momenti di flessione e riflessione, capita di andare indietro e magari di pensare a quand’era l’alba e le forme ancora incerte e il passo malfermo, ti impedivano di camminare da solo. E allora danzi la danza degli altri: quando una scimmia balla la polka, tutte le altre scimmie ballano la polka. Poi nel continuum di una reminiscenza dai contorni psichedelici, l’incontro con le maestre passanti che ti insegnano che il movimento non può essere che tuo, unico ed irripetibile, perché solo se è così lo puoi condividere e trasmettere. E allora cerchi i tuoi simili, perché l’unione fa la forza, e fai e sfai un gruppo. E poi l’altra metà del cielo, e poi un angelo e poi l’inferno e poi, e poi…il cabaret di ricordi continua, stante e nonostante il disincanto canto; finalmente canto. E’ una vita che voglio cantare. 
Mi lascio volentieri travolgere e stravolgere. Come in un sogno.
                                                                                                                                       
La scansione cronologica brucia come miccia accesa verso il presente e una volta arrivata a destinazione invece dell’auto-esplosione desiderata ( “…solo una volta e solo a New York!”), presenta un quadro di i-conica metamorfosi di vago sapore futurista e meccanico che trova pace solo nel ritrovamento dell’altro da sé, un doppio più giovane ed ignavo. La fusione tra me e lui; tra il manichino-sosia di 20 anni prima, con il mio corpo lì presente e impermanente, dà l’illusione che quel passato intonso ma inorganico, possa veramente rianimarsi. Solo così uniti, ora che la danza degli altri è diventata crepuscolarmente anche la mia, i miei passi di ora e i “suoi” di ieri, possono diventare un unico camminare.
Verso il futuro?  Il buio finale impedisce di vedere la conseguente uscita di scena.
         Michele Abbondanza
                                                                                                                                                                         
Diario di un corpo. Avremmo potuto andare avanti anni con le prove di questo primo assolo di Michele, nell’osservazione dei ricordi che uscivano dall’armadio come vestiti smessi.
I fantasmi del passato (e del presente) hanno soffiato sul fuoco alimentandolo, senza raccontarsi.
Emanazioni, sguardi, schegge che hanno portato alla luce ulteriori identità, riconosciute al corpo.
Ci siamo voluti fermare lì dove affiorava la parte più fragile, in una scrittura a tratti sull’onda dell’emozione quasi a sottolineare il limite di chi si rende conto che rimane sempre qualcosa in sospeso.                                                                                                                                                                      

Antonella Bertoni

Prova aperta
Lunedì 20 febbraio 2017 ore 18.00

Una visione di un'ora durante le prove per l'allestimento di "I dream". Un dialogo aperto con il pubblico nel momento ancora "privato" di preparazione del quadro scenico. Una riflessione comune proprio su quel momento "magico" della relazione tra artista e pubblico, tra palco e platea, tra opera, autore e spettatore.

Ingresso prova aperta :: 3€
Ingresso possessori ATB Card e under 6 anni :: omaggio

Ingresso spettacolo :: 12€
Ingresso spettacolo possessori ATB Card :: 10€
Ingresso under 12 e over 65 anni :: 10€
Ingresso tesserati MaMiMò :: 6€
Ingresso under 6 anni :: omaggio

Per info e prenotazioni :: tel. 0522 273011
Acquisto online :: www.biglietteriafonderia39.it
Ritiro dei biglietti: da 7 giorni al giorno precedente la data dello spettacolo presso Fonderia39.
 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 17,30.
I biglietti rimasti e quelli non ritirati saranno messi a disposizione il giorno dello spettacolo a partire da un'ora prima dell’inizio.