Novembre in Fonderia

Novembre in Fonderia

Martedì 20 novembre ore 20.30

Una serata dedicata a due interessanti coreografi del panorama italiano sostenuti da TIR Danza.
Nicola Galli (1990) firma la creazione De rerum natura con i danzatori del Balletto di Toscana Junior, ispirandosi alle teorie atomiche dell’omonimo poema di Lucrezio. L’immagine di eterno movimento alimenta nella creazione coreografica il desiderio di muoversi di sei corpi, legati da un pensiero sotterraneo che scorre sanguigno sotto la superficie della pelle.
Manfredi Perego (1981), vincitore del Premio GD’A – Giovane Danza d’Autore dell’Emilia-Romagna 2017, presenta in Fonderia Geografie dell’istante, un duo femminile che scuote e pizzica la geografia dell’anima. Basta un breve attimo, perché il corpo abbia una reazione. Questa risuona all’interno di una mappa fisico-emotiva che risiede dentro ciascuno di noi.

Mercoledì 28 novembre

in collaborazione con Reggio Emilia Città senza Barriere

EXIT – Danzability | Ore 19.00

Una traccia di gesti che si susseguono,
una padronanza del corpo e dell’altro oltre i limiti di ognuno.
Una geografia spaziale piena di peso e gravità, uno sguardo in unisono, un respiro comune per andare insieme,
movimenti chiari che si trasmettono in unica direzione.
Unico traguardo da raggiungere è uscire!!!

La Compagnia è espressione di un più ampio e ambizioso progetto di rete per la formazione, produzione e distribuzione di danza integrata e ricerca coreografica, che guarda con cura ed attenzione alle nuove generazioni, a nuovi pubblici e meccanismi di azione/fruizione superando barriere culturali.

Il Ballo – Teatro La Ribalta | ore 20.30

Il Ballo è uno spettacolo di teatro – danza dove i personaggi, prigionieri in una stanza – metafora del mondo – cercano di dare un senso alla propria vita, a questa “pupazzata” o “pantomima” che sono le vite desertiche e vuote. Prigionieri delle proprie abitudini e convenzioni sociali, di uno spazio fisico e mentale, lottano per non soccombere alle regole e alle logiche a loro imposte. Prigionieri non solo di quello spazio fisico ma anche dello sguardo che gli “altri” gli rimandano, cercano una via di fuga, un modo per ritrovare una propria soggettività, una propria storia, intima ed esclusiva. La loro lotta è un elogio alla vulnerabilità umana, un canto alla possibilità di esistere e farsi bellezza e stupore.

2018-11-12T16:57:38+00:0012 novembre 2018|Programmazione|