La Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto presenta coreografi internazionali, scopre giovani talenti, sperimenta in vari campi e promuove l’incontro con video, arte visiva, fotografia, musica dal vivo, teatro. Dal 2022 è il primo e unico Centro Coreografico Nazionale (CCN) in Italia.

Dialogo con altre discipline (teatro, musica live, fotografia, arte visiva), progettazione articolata, produzione di spettacoli di vari formati, attenzione ai maestri della coreografia come ai giovani di ogni orizzonte culturale: queste sono le caratteristiche oggi assunte dalla FND/Aterballetto, e che hanno contribuito alla nuova identità.

Al centro c’è sempre la compagnia Aterballetto – che da oltre 40 anni produce spettacoli di orizzonti diversi – ora composta da 16 danzatori stabili, più altri aggiunti su singoli progetti.
Attivissima in tournée internazionali, attualmente propone spettacoli di Ohad Naharin, Johan Inger, Diego Tortelli, Philippe Kratz, Eyal Dadon, Norge Cedeño Raffo, Danièle Desnoyers, Angelin Preljocaj.

La FND/Aterballetto si propone di stimolare la diffusione di una cultura della danza e della sua connessione con altri ambiti della società contemporanea, in Italia e all’estero.
Questo comporta una continua attività di ricerca e sviluppo, svolta con numerosi partner, in ambito di innovazione tecnologica e fragilità sociale. Direttamente collegata è la partecipazione a progettazioni europee, come la creazione di spettacoli per lo schermo, o per i visori in realtà virtuale, per l’infanzia, o con interpreti disabili oppure “over 65”.

Soci fondatori sono il Comune di Reggio Emilia e la Regione Emilia-Romagna e l’attività della Fondazione è sostenuta dal Ministero della Cultura, e da altri numerosi partner pubblici e privati.

Direttore generale e artistico: Gigi Cristoforetti
Direttrice di compagnia: Sveva Berti

In continuo movimento

La Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto è l’unico centro di produzione con soci fondatori pubblici.

Il nostro obiettivo di fondo è chiaro: interpretare una politica culturale e non solo una missione artistica. Per rispondere agli investimenti del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Reggio Emilia con una visione strategica sul piano territoriale, nazionale e internazionale.

Per dare vita ad un’istituzione nuova, capace di assumere funzioni di promozione e sviluppo della danza nel nostro Paese e di proiettare l’immagine della danza italiana con i suoi artisti sul piano internazionale.

La politica culturale che perseguiamo ad ogni livello è quella dell’integrazione e della collaborazione. Siamo a disposizione, ma soprattutto ci sforziamo di elaborare piattaforme progettuali sulle quali far salire compagni di strada, siano essi realtà legate alla danza, al teatro, all’arte, alla musica o alla produzione di pensiero sociale.

Il punto di partenza è la convinzione che una progettualità artistica debba sempre nascere da una visione del mondo sociale e culturale, leggibile in controluce.

Ecco alcuni dei temi e delle problematiche principali che guidano la nostra progettualità.

Sono dunque questi i presupposti dai quali partirà il prossimo progetto artistico, sviluppando la ricerca di un’identità sempre più forte, che tesaurizzerà quanto costruito nel triennio 2018-2020, approfondendo quasi tutti i temi principali e introducendone di nuovi.

Baricentro di ogni scelta continuerà ad essere la qualità: quella dei danzatori, quella dei coreografi, e quella dei nostri partner progettuali.

INVESTIMENTI, IMPEGNO E IMMAGINAZIONE

La Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto è l’unico centro di produzione di natura totalmente pubblica.

Il nostro obiettivo di fondo è chiaro: interpretare durante il triennio 2018-2020 una politica culturale e non solo una missione artistica. Per rispondere agli investimenti del Mibact, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Reggio Emilia con una visione strategica sul piano territoriale, nazionale e internazionale.

Per dare vita ad un’istituzione nuova, capace di assumere funzioni di promozione e sviluppo della danza nel nostro Paese e di proiettare l’immagine della danza italiana con i suoi artisti sul piano internazionale.

La politica culturale che perseguiamo ad ogni livello è quella dell’integrazione e della collaborazione. Siamo a disposizione, ma soprattutto ci sforziamo di elaborare piattaforme progettuali sulle quali far salire compagni di strada, siano essi realtà legate alla danza, al teatro, all’arte, alla musica o alla produzione di pensiero sociale.

Nella concezione che ci guida il punto di partenza è sempre il progetto: vogliamo avviare esperimenti di collaborazioni multidisciplinari, e perciò definiamo percorsi condivisi con il mondo del teatro e dell’arte, approfondiamo la relazione con il mondo della musica, e ci apriamo fino a integrare categorie “silenti” ma ricche di una sensibilità unica e superiore (come i bambini, o le persone più fragili) nella nostra dimensione creativa e produttiva.

Naturalmente è importante nutrire con dati di fatto questa premessa, e a nove mesi dal mio insediamento è possibile raccontare come il nuovo progetto si sta strutturando.

Cominciamo dalle collaborazioni che si sono ormai consolidate.

REGGIO EMILIA

Per Fotografia Europea è nato un progetto tra danza e fotografia che salda una volontà comune progettuale con Fondazione Palazzo Magnani, ormai lanciata verso obiettivi anche molto ambiziosi. E In/Finito (le coreografie mostrate al pubblico davanti alle fotografie di Toni Thorimbert che riprendono gli stessi danzatori durante site specific urbani) non è uno sfizio locale che ci siamo presi, ma un esempio di come, insieme, ci si proietta meglio verso l’esterno. La performance è già stata anche a Capri, in ottobre sarà a Bologna, poi Milano, Ravenna Festival, forse Parigi…. Ogni volta ricreato in un diverso spazio e con un fotografo differente, per una sua intrinseca vitalità.
Con Reggio Children e l’Assessorato all’Educazione e alla conoscenza abbiamo avviato un progetto di ricerca sugli immaginari di bambini e adolescenti, che porterà alla fine del 2019 ad una produzione di danza per i ragazzi e i loro genitori, condivisa con Accademia Perduta | Romagna Teatri (un centro di produzione che ci affida anche la programmazione danza di alcuni suoi teatri).
Sempre a Reggio Emilia, è strutturale la collaborazione con la Fondazione I Teatri, e aperta tanto alla programmazione quanto alla condivisione di alcuni impegni in termini di risorse. Altrettanto viva è la collaborazione per varie iniziative formative e performative con l’Istituto Superiore di Studi Musicali Achille Peri, e stanno emergendo novità significative a più livelli nella triangolazione I Teatri / Istituto Peri / Fondazione Nazionale della Danza, che porteranno, per esempio in autunno ad un’opera lirica, Le Villi di Giacomo Puccini, per la quale saranno coinvolte le tre istituzioni.

ITALIA E OLTRECONFINE

Ma veniamo alla svolta importante che ho voluto dare alla Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto: collocarla attraverso progetti e collaborazioni al centro del sistema italiano dello spettacolo dal vivo, ben inserita in Europa, e rafforzata anche sul piano strutturale da molte coproduzioni, che sono per Aterballetto una novità rispetto al recente passato. E qui l’elenco, sempre un po’ spoglio, è necessario. Ecco i coproduttori – che sono anche diversificati sul piano dei linguaggi artistici – dei nostri prossimi spettacoli: il Teatro Stabile del Veneto e il Centro Teatrale Bresciano (per Tempesta). Il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Torinodanza, il Festival MITO – Settembre Musica, il Festival MilanOltre, la Fondazione I Pomeriggi Musicali di Milano e Les Halles de Schaerbeek (Bach Project). Il Centro di produzione Teatro Bellini di Napoli e Ravenna Festival (per Tango glaciale reloaded , con Ravenna Festival partner per l’intero triennio). Il Centro di Produzione per l’infanzia Accademia Perduta|Romagna Teatri, la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, la Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia, il Progetto RIC.CI, il Teatro Ristori di Verona, il Teatro Regio di Parma, il festival Oriente Occidente di Rovereto, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, Les Halles de Schaerbeek di Bruxelles per un biennio, l’Espace Malraux di Chambéry, Bayer Kultur di Leverkusen per un triennio, La Maison de L’Elu di Marrakech, e altri le cui collaborazioni sono ora in via di definizione. Coproduttori e veri partner di progetto, che portano anche importanti introiti nel biennio che inizia ora.

Altra novità essenziale: Aterballetto è la prima compagnia che proporrà, con Tempesta, uno spettacolo di danza nell’ambito delle stagioni di prosa: significa, nel concreto, sei repliche a Padova, cinque a Venezia e Brescia, tre a Genova. Un risultato innovativo sul piano nazionale.

Sempre in grande sintesi, credo vada infine sottolineata l’attenzione che ora portiamo alle grandi città italiane ed europee, proprio dove la nostra presenza diventa più visibile.
A Milano (ed è sicuramente un unicum, non solo per la danza) nel giro di un anno saremo con cinque diverse produzioni al Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, nei due Tric (Teatro Elfo Puccini e Teatro Franco Parenti) e alla Fondazione Feltrinelli, con la quale è allo studio un’importante collaborazione. A Roma, nei prossimi dodici mesi saremo al Teatro di Roma – Teatro Nazionale, a Romaeuropa e a Palazzo Venezia con il Polo Museale del Lazio. Con Bruxelles abbiamo un progetto fino al 2020 che prevede due coproduzioni e tre spettacoli presentati. E altro stiamo naturalmente costruendo.

NID PLATFORM

Sul piano più ampio della promozione della danza italiana, sono già in atto la progettazione e le operazioni che porteranno allo svolgimento della NID PLATFORM, la piattaforma nazionale della danza, prevista proprio a Reggio Emilia nell’ottobre del 2019, pilotata da ATER in collaborazione con la Fondazione Nazionale della Danza e con la Fondazione I Teatri.

Questi risultati non sono solo frutto di una volontà precisa, ma soprattutto del sostegno convinto e della condivisione progettuale con la Regione Emilia-Romagna, con il Comune di Reggio Emilia e con il Mibact, oltre che del valore di tutta l’equipe artistica della Fondazione, della professionalità di livello internazionale dello staff e dell’attenzione e della condivisione in ogni momento garantita dal Consiglio di Amministrazione. Vanno infine ringraziati i sostenitori, con una particolare menzione per Iren, che ci accompagna in forma ormai stabile.

Tanto più difficile può apparire un momento storico, tanto più è importante mettere in campo investimenti, impegno e immaginazione.

Gigi Cristoforetti – 7 giugno 2018
Direttore generale e della programmazione