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Patricia Apergi

Planites

Coreografia Patricia Apergi
Musica Vasilis Mantzoukis
Drammaturgia Roberto Fratini
Scene Adreas Ragnar Kasapis, assistente alla scena Konstantinos Michalakeas
Costumi Ilias Chatzigeorgiou, Patricia Apergi
Luci Nikos Vlasopoulos
Assistenti alla coreografia Dimitra Mitropoulou, Chara Kotsali
Interpreti Ilias Chatzigeorgiou, Andreas Lavner, Giorgos Michelakis, Konstantinos Papanikolaou, Dimokritos Sifakis
Collaboratori creativi Maro Marmarinou, Ioanna Paraskevopoulou, Margarita Trikka, Martha Passakopoulou, Androniki Marathaki, Nadi Gogoulou

 

Coproduzioni e residenze Maison de la Danse – Lyon, Hellerau Europäisches Zentrum der Künste – Dresden, Mercat de les Flors – Barcelona, Graner- Barcelona, Tanzhaus NRW – Düsseldorf, DanceIreland – Dublin, Duncan Dance Research Center – Athens

Con il supporto di modul-dance, Culture Programme EU, Ministero della Cultura e dello Sport Greco e Centre Chorégraphique National Rillieux-la-Pape

 

Lo spettacolo Planites è all’interno di RETURN TRIP, progetto finanziato dalla Stavros Niarchos Foundation

 

 

La creazione di Aerites Dance Company, una delle compagnie emergenti più interessanti del panorama internazionale, diretta dalla greca Patricia Apergi, trae ispirazione dal labirinto urbano; sono infatti l’anima e il corpo della metropoli a fornire il materiale per la ricerca artistica alla base di questo spettacolo.

A vagare senza scopo per questa dedalo contemporanea sono stranieri, immigrati, la persone che viaggia per scelta o per necessità. Si tratta del percorso che viene scelto e su cui le civiltà vengono mescolate e create, attraverso i loro mediatori: le persone. A partire dal movimento surrealista in particolare, ma nel mondo dell’arte a partire dal XX secolo, le narrazioni dei flanuers, dei vagabondi e degli emigranti, i viaggi, le trasgressioni, le deviazioni, le iscrizioni e gli avvenimenti che riguardano il corpo della città, costituiscono il più fertile sostrato per la fioritura dell’arte.
Oggi i rapidi cambiamenti che i vecchi centri urbani subiscono a causa della gentrification, della creazione di ghetti e di bonifica delle aree dismesse, permettono la nascita di nuove interpretazioni e pratiche nel campo dell’arte. I nuovi fenomeni sociali cercano nuove forme e percorsi attraverso cui venire espressi.

Per il progetto Planites la configurazione delle strade cambia: esse diventano terreno di vagabondaggio e ricerca per un futuro migliore, melting pot tra lo straniero e l’emarginato, il farsi corpo e sangue della forza e dell’esilio. Planites sono persone di tutto il mondo. Viaggiano e portano con sé le proprie storie ed esperienze passate, al fine di adattarsi a uno stile di vita straniero senza perdere la propria identità. Sono gli immigrati contemporanei; sono i cittadini del mondo.