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MM Contemporary Dance Company

La MM Contemporary Dance Company danza due grandi titoli del repertorio musicale. Carmen di Emanuele Soavi ci immerge nella trama fatta di sottili relazioni e tensioni della celebre opera di Bizet. Michele Merola si è confrontato con la musica ossessiva e ripetitiva del Bolero, mettendo in scena la varietà di umori che circolano intorno e dentro al rapporto di coppia.

La serata fa parte di Danza ai Chiostri, a cura della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto per il cartellone di REstate 2019.

 

Carmen Sweet è una creazione esclusiva di Emanuele Soavi per la MM Contemporary Dance Company, pensata tenendo conto dell’originale intenzione del compositore di creare un’opera-comique: così definiva Georges Bizet la sua Carmen, presentata a Parigi nel 1875.

In questo lavoro, traendo spunto e rivisitando le tracce del leggendario canovaccio, l’azione, volutamente permeata di ironia e sarcasmo, ha inizio nell’arena in cui Carmen, Micaela, Frasquita, Mercédès, Don José, Zuniga, Escamillo danno libero sfogo alle loro emozioni. Dando così spazio al forte virtuosismo tecnico e teatrale degli interpreti in scena, Soavi ci immerge drammaturgicamente in quella trama fatta di sottili relazioni, di equilibri e di ricami, fra tensione e sospensione, dove movimenti e gesti vanno letti oltre l’apparente eleganza che sta sopra le righe. Il tutto accompagnato dalle celeberrime note di Bizet, a volte interrotte dalle canzoni del gruppo canoro Los Panchos, nei cui testi antagonismo, gelosia e desiderio sono i soggetti onnipresenti.

Nella Plaza de Toros di Siviglia, i personaggi si ritrovano per il giorno della corrida. Tutti attendono Escamillo, quell’Escamillo che crede che Carmen sia solo sua e non si cura degli avvertimenti di Mercedes e Frasquita. Ricoperti di polvere, confusi nei loro vizi, i personaggi, come un gruppo di istrioni, inscenano sulla piazza metafisica del palco la passione di Carmen.

Sarcastici e bizzarri nei loro gesti e movimenti, questi commedianti tentano di far evitare lo scontro perenne tra Don José e il Toreador, mentre Micaela, sola nell’ombra, va nascondendosi e mostrandosi, cercando di rubare invano i loro cuori e le loro attenzioni. Ma Don José è ben presto nei paraggi. Ignorando i consigli delle amiche, Carmen lo incontra e José la supplica di tornare con lui. Agli sprezzanti rifiuti, José la minaccia e, mentre la folla applaude Escamillo vittorioso, accecato dall’ira, José uccide Carmen.

In questa fiction in movimento, si svela al pubblico un racconto che può essere vero e non solo immaginario, fatto di bellezza fisica espressa dai corpi dei danzatori, dove la narrazione delle scene è scandita dalle relazioni tra i sensi, che ripetutamente infiammano di passione i protagonisti in scena.

Coreografia Emanuele Soavi
Musiche Georges Bizet, Los Panchos
Disegno luci Cristina Spelti
Costumi Alessio Rosati con la collaborazione Nuvia Valestri

Meccanismo ad orologeria dalla rigorosa precisione, Bolero (1928) è ancora oggi tra i brani più noti e ascoltati della storia della musica. Nel realizzare una nuova versione coreografica del Bolero, Michele Merola si è confrontato con questa musica ossessiva e ripetitiva, cercando di comprenderne l’identità, la ragione e la funzione: alla fine di questo percorso l’ispirazione del coreografo si è focalizzata sul ventaglio inesauribile dei rapporti umani, in particolare quelli di coppia, dentro ai quali, spesso, registriamo le reciproche e inconciliabili distanze tra uomini e donne, quel “muro trasparente” che li divide. Così, nelle diverse sfumature assunte dalla danza, la coreografia declina la varietà di umori che “circolano” intorno e dentro al rapporto di coppia.

Su questa stessa musica, con la “licenza” e l’inventiva che sono il segno vero di ogni artista, è intervenuto Stefano Corrias. Da compositore raffinato ed esperto, Corrias ha creato una sua propria partitura musicale, liberamente ispirata alla versione originale del brano di Ravel. Il nuovo spartito è stato composto analizzando attentamente le pagine di Bolero, e si integra perfettamente con esso, collocandosi in tre diversi momenti. All’interno della scrittura coreografica, i tre frammenti sottolineano i momenti più intimi, e più veri, di ognuno di noi, quando siamo lontano dagli sguardi degli altri, e lontani dal rumore assordante del mondo.

Nella versione di Merola, Bolero viene dunque raccontato come una non-storia, fantastica ma possibile, comunque pertinente al mondo reale. Dagli allusivi colpi di tamburo rullante iniziale, sino alla “esplosione” finale dell’intera orchestra, la danza, in stretta simbiosi con la musica, veicola una sorta di astratta “fiaba amara”, allegoria del dolore di vivere e dell’incomprensione fra esseri umani. Così Bolero diventa metafora della nostra esistenza, stretta nei doppi binari che ciascuno sperimenta nel corso della propria vita, fra contrasto e dialogo, seduzione e disinganno, sorpresa e sconcerto.

Coreografia Michele Merola
Musica Maurice Ravel, Stefano Corrias
Light design Cristina Spelti
Costumi Alessio Rosati con la collaborazione di Nuvia Valestri

Biglietti

Intero 12 euro
Ridotto 9 euro per under 30, scuole di danza DanzaRE (Arcadia, Danzarte, Eidos Danza, Let’s Dance, Progetto Danza), Liceo Coreutico Matilde di Canossa, over 65
Ridotto 3 euro per under 8

Info, prenotazioni e ritiro biglietti

tel. 0522 273011
cell. e whatsapp 3341023554
email info@aterballetto.it

I biglietti prenotati devono essere ritirati entro venerdì 19 luglio presso la biglietteria della Fonderia, in via della Costituzione 39.
I biglietti non ritirati verranno messi nuovamente in vendita.

Acquisto in biglietteria

Fonderia, sede della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto, via della Costituzione 39, Reggio Emilia
Lunedì e venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00
Martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.30

Chiostri di San Pietro, via Emilia San Pietro 44, Reggio Emilia
Solo domenica 21 e martedì 23 luglio dalle ore 19.30

Acquisto online

www.biglietteriafonderia39.it

I biglietti acquistati online potranno essere ritirati presso la biglietteria della Fonderia in via della Costituzione 39, negli orari di apertura, oppure la sera stessa degli spettacoli (domenica 21 e martedì 23 luglio) presso la biglietteria dei Chiostri di San Pietro in via Emilia San Pietro 44, dalle ore 19.30.