Double Side

Double Side2022-11-02T22:17:57+01:00

Ombra e luce, musica dal vivo e danza contemporanea si combinano in Double Side, coproduzione della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto e della Fondazione Arturo Toscanini di Parma: una ricerca e un’avventura che le due istituzioni condividono, e non per la prima volta, con l’obiettivo di “far reagire” in maniera nuova e significativa componenti coreografiche e musicali.

In scena due poli opposti rappresentati da Stabat Mater del cubano Norge Cedeño Raffo e da With drooping wings della canadese Danièle Desnoyers, e tenuti insieme da una viva architettura estetica disegnata da Fabiana Piccioli.

L’atmosfera cupa, tetra legata alla musica religiosa e commovente di Arvo Pärt viene esaltata dalla danza espressiva, libera e pura di Norge Cedeño Raffo: un inno alla bellezza del movimento. L’impronta estroversa e la luce, chiara racchiuse nelle nove cangianti musiche di Henry Purcell ricomposte per un quartetto d’archi da Federico Gon, sgorgano dalla danza di Danièle Desnoyers. Tra lei e la musica c’è sempre una forte relazione, quasi una profonda amicizia: il gesto non viene travolto dalle famose partiture barocche, ma cerca di creare interessanti sintonie e disarmonie con gli archi presenti sulla scena.

STABAT MATER

(Creazione per 3 danzatori, 3 musicisti, 3 cantanti)

Coreografia Norge Cedeño Raffo
Set e luci Fabiana Piccioli
Musica Stabat Mater di Arvo Pärt
Costumi Norge Cedeño Raffo e Fabiana Piccioli
Assistente alla Coreografia Thais Suàrez Fernàndez

WITH DROOPING WINGS

(Creazione per 8 danzatori, 4 archi)

Coreografia Danièle Desnoyers
Musica An English Suite di Federico Gon da Henry Purcell, Interludio di Ben Shemie
Set e luci Fabiana Piccioli
Costumi Danièle Desnoyers
Assistente alla Coreografia Myriam Arseneault

Con il sostegno di Délégation du Québec à Rome e Conseil des arts et des lettres du Québec


Co-progettazione e co-produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto e Fondazione Arturo Toscanini
Co-produzione Festspiele Ludwigshafen, Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

Prima assoluta 23 Ottobre 2022, Reggio Emilia, Festival Aperto, Teatro Municipale Romolo Valli (I)
Prima tedesca 9-10 Dicembre 2022, Ludwigshafen, Theater Im Pfalzbau (D)


Danzatori Compagnia Aterballetto
Quartetto Motus per La Toscanini: Giulia Soli, Agnese Rava violini, Dario Carrera viola, Margherita Curti violoncello
Soprano: Theodora Io Koutsothodoru
Controtenore: Nicolò Balducci
Tenore: Kim Bowoo
Preparatore musicale: Antonio De Lorenzi

Parlare della genesi di Stabat Mater vuol dire tornare agli inizi del 2021, quando il coreografo Norge Cedeño Raffo, personaggio di charme e carisma, da Cuba è arrivato in Italia per la sua prima grande esperienza produttiva. Su commissione della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto e della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, il coreografo cubano si confronta con un brano musicale celebre, lo Stabat Mater di Arvo Pärt, una partitura per tre cantanti e tre musicisti.

Il tre, numero affascinante per i suoi significati filosofici e mistici, è uno dei cardini compositivi di questo Stabat Mater, che ha guidato anche verso la scelta di coinvolgere nella coreografia tre danzatori. In scena si incontrano tre corpi, tre voci, tre strumenti, che dialogano insieme mettendo in risalto la bellezza del brano e la sapienza costruttiva melodica.

Tale incontro tra danzatori, musicisti e cantanti diventa convivenza nello stesso spazio scenico, magico apparire e scomparire di ciascuna delle diverse componenti interpretative. Per questo il concept spaziale, oltre al disegno luci, è stato affidato a Fabiana Piccioli, artista attiva in tutta Europa con grandi produzioni operistiche e coreografiche. A lei è affidata la suggestione visiva, basata sull’uso di speciali tappeti danza dipinti, capaci di riprendere e trasformare l’effetto delle luci, e sul riutilizzo di materiale di scarto in un’ottica di upcycling: le camere d’aria di ruote per biciclette dalla discarica prendono nuova vita sul palcoscenico.

Fin dal primo momento in cui mi mandarono il brano musicale dello Stabat Mater mi sono posto la domanda ‘cosa succede dopo?’. C’è un forte richiamo a una realtà caotica, a un ciclo tortuoso che si ripete, fatto di calamità, di morte, carenza, evanescenza come se diventassimo cenere per tutto il tempo. Ma perché non rinvenire in questa realtà un rimando all’Araba Fenice? Di trovare in questa cenere, in questo fuoco che ti brucia, in questa realtà che ti trafigge e che ti mette di fronte agli aspetti più rischiosi e dolorosi della tua vita una nuova opportunità per creare, per rinascere, per mostrarti rinnovato?

Il brano musicale da un punto di vista della emotività crea un fermo-immagine, è un brano apparentemente ‘piatto’ e dobbiamo dialogare per tutto il tempo con dei cambiamenti di fisicità, di emotività con il cambiamento continuo di costruzione fisica e scenica cercando di tenere il pubblico vigile. Un compito a cui dobbiamo prestare sempre attenzione.

Norge Cedeño Raffo – coreografo

Dalla scelta della musica barocca, mi è venuta subito in mente la musica di Henry Purcell. Naturalmente mi sono rivolta a opere di vario formato e provenienza. È stata un’avventura favolosa portare con me la quasi totalità di un’opera musicale così ricca. Le opere scelte sono state poi rivisitate dal compositore Federico Gon e d’ora in poi porteranno il nome di “An English Suite”. È seguita l’ideazione di uno spazio scenografico, un contenitore immaginato da Fabiana Piccioli attraverso una serie di scambi e condivisioni di idee. Uno spazio dove musica e danza si incontrano e si confrontano.

L’idea di “cosa viene dopo” è stata onnipresente attraverso un intero processo stabilito a distanza. L’idea di ciò che accade dopo le ceneri, di ciò che accade quando la natura prende il sopravvento, di ciò che accade dopo l’ascolto della musica. Infatti, se l’ascolto attento dell’opera di Purcell mi ha procurato il più grande dei piaceri, ho anche gradualmente messo una certa distanza tra me e questa forma di godimento.
Le emozioni sono la carne di questa musica. Sono anche legate a un periodo storico che non è il nostro. Come adottare una posizione critica di fronte a queste opere la cui magnificenza e bellezza ci danno tanto piacere quanto fastidio? Come contestualizzare questa scelta? Come sentirsi ancora interessati da questa musica oggi?

With drooping wings prende in prestito il titolo dal coro finale del Dido and Aeneas di Purcell. Le ali spezzate sono quelle di una frangia della società che si confronta con molteplici incongruenze. Siamo nel mezzo di molti sconvolgimenti sociali. La creazione entra inevitabilmente in risonanza con questi sconvolgimenti. Ma questi mi danno anche un rapporto con la bellezza che attraverserà tutte le mie scelte. Evocare la bellezza altrove che nelle forme, ma piuttosto nell’incarnazione della resistenza.

Se la creazione trae origine da un rapporto intimo con questa suite inglese, With drooping wings è attraversata dall’idea di una distanza. Questa suite di opere musicali, alcune gloriose, altre dolorose o sensibili, si scontra con una danza che porta in sé una forma di resistenza. L’opera è attraversata da una vitalità prodigiosa, proprio come la musica di Purcell. I musicisti condividono lo spazio con i danzatori. Gli uni cedono la loro presenza agli altri. L’idea di una successione di eventi coreografici è evidente in tutto il pezzo. In presenza di silenzio, gli interstizi coreografici agiscono in modo non conforme allo spirito barocco. Come se questi spazi interstiziali diventassero la danza più originale, la più precisa nel nostro contesto attuale. Poi, improvvisamente, quando le due cose convivono, il risultato diventa pura gioia.

Danièle Desnoyers – coreografa

La creazione Stabat Mater di Norge Cedeño Raffo ha stimolato Rai5 per la realizzazione del docufilm Stabat Mater – Danzare oltre i confini.

Il docufilm racconta da vicino l’esperienza artistica e umana del giovane talentuoso coreografo, per la prima volta in Italia, e mostra il suo processo creativo, nella cornice del Teatro Asioli di Correggio, piccolo teatro all’italiana immerso nella Pianura Padana, tra i più affascinanti e suggestivi.

Le riprese del docufilm (regia a cura di Alessandro D’Onghia) sono iniziate il 29 gennaio 2021 (primo giorno di lavoro del coreografo con i tre danzatori) e terminate il 6 marzo 2021 (giorno dell’anteprima a porte chiuse al Teatro Asioli di Correggio, con i musicisti e i cantanti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Achille Peri di Reggio Emilia). La messa in onda su Rai5 del docufilm è stata il 29 aprile 2021, in occasione della Giornata Internazionale della Danza.

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