Virtual Dance for Real People

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Virtual Dance for Real People2021-07-26T11:33:00+02:00

PERFORMANCE BREVI PER SCENE DIGITALI E SPETTATORI REALI

Virtual Dance for Real People è il progetto di una nuova forma di danza immersiva che promuove 4 MicroDanze coprodotte da Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto e Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia. Il progetto nasce da una riflessione che la Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto ha intrapreso con RE:Lab, azienda laboratorio di ricerca dell’Emilia-Romagna impegnata da sempre sui temi dell’interazione tra esseri umani e tecnologie. Sono coinvolti professionisti del mondo del cinema, tecnologi ed esperti di user experience, tra cui, in particolare, Riot studio (Lapej) che ha curato lo sviluppo produttivo e AGO Modena Fabbriche Culturali. Il progetto ha il sostegno del Ministero della Cultura / Progetti Speciali 2021.

Può l’emozione dello spettacolo esistere senza lo spettacolo?
È possibile per una performance di danza coinvolgere lo spettatore mentre il ballerino non è fisicamente presente?
Esiste un salvacondotto per assicurare all’arte la possibilità di esprimere la sua forza espressiva in assenza di contatti e alla presenza dei “distanziamenti”?
Certamente non nel modo in cui siamo abituati.
Tuttavia, la danza – unita alla tecnologia – può immaginare qualcosa di diverso. Né meno, né più emozionante; né meno, né più coinvolgente: semplicemente diverso.

Virtual Dance for Real People nasce nei mesi più incerti e oscuri del recente passato, segnati dalla chiusura dei teatri e dall’impossibilità di costruire prospettive. Nasce come provocazione: rivolgere una sfida progettuale al video e alle tecnologie, chiamandole a raccolta in un momento drammatico, e con il proposito di cercare con il loro ausilio strade nuove di rilancio.

Virtual Dance for Real People mette al centro la danza e, al tempo stesso, la avvolge con la tecnologia del video a 360° e i visori di realtà virtuale. Propone una performance di danza di breve durata, eseguita da uno o più danzatori, pensata da giovani coreografi di talento. Il pubblico può assistervi attraverso un visore, all’interno dei medesimo set in cui è stata realizzata e, mentre la danza dispiega tutta la sua forza visiva, lo spettatore può osservare chi danza, lo spazio che ha intorno, mentre i suoni e le musiche lo avvolgono. Proprio come fosse a teatro, il suo sguardo può danzare coi danzatori, in un intreccio di percezioni.

Nell’indagare il rapporto tra danza e tecnologia FND/Aterballetto e RE:Lab hanno deciso di partire da un elemento: difendere e ricercare costantemente un rapporto speciale con lo spettatore, un rapporto che richieda uno sforzo da parte di entrambi nel confermare la scelta di condividere un gesto d’arte.

Per questo si è scelto di riprendere la danza e non riscostruirla virtualmente; la restituzione è affidata alla formula, coinvolgente, della Cinematic Virtual Reality (dove il danzatore si vede perché è filmato) in grado di costruire un’immersività autentica. Ecco allora che la danza diviene digitale ma non astratta. E la tecnologia non diviene l’oggetto della produzione, ma il linguaggio che consente alla danza di sprigionare le emozioni più forti che ha in sé e che chi sceglie di vederla va cercando.

Lo spettatore, accompagnato da una ritualità che ripercorre l’avvicinamento a una serata di spettacolo, entra fisicamente nello spazio della performance, vi ritrova alcuni elementi fondamentali – scena, oggetti, luci – ma non ritrova il corpo di chi danza. In questo luogo privo di corpi ma pieno di emozioni, lo spettatore sceglie il proprio device e la performance cui vuole assistere. Indossa il visore e ritrova il medesimo spazio nel quale lui stesso è fisicamente presente; poi, quasi grazie all’eco del luogo che lo circonda trova la danza, cui partecipa da una prospettiva nuova ma consueta, avvolgente e immersiva. L’assenza del corpo consente, grazie a un paradosso affasciante, un contatto più intimo, significativo, talmente esplosivo da sembrare – proprio come la danza – a tratti perturbante.

Il suono, elaborato in modalità binaurale, completa l’esperienza dello spettatore grazie ad una spazializzazione a 360° che lo avvolge completamente, indirizzandolo verso gli elementi di scena peculiari.

Il progetto prevede una duplice modalità di presentazione al pubblico:

  • EXPO: FND/Aterballetto è disponibile a costruire un progetto tailor made per il partner e la location interessati ad ospitare Virtual Dance for Real People: un vero e proprio percorso su più ambienti all’interno del quale il pubblico possa essere accompagnato a scoprire, una dopo l’altra, le diverse esperienze immersive;
  • RESIDENCE: FND/Aterballetto può occupare, per un tempo medio-lungo (anche alcuni mesi), uno spazio definito individuato dal partner, all’interno del quale allestire un’area esperienziale che proponga le diverse esperienze secondo un preciso programma. L’area può essere progettata e definita anche in accordo con le esigenze del partner.

3 MicroDanze in Cinematic VR Experience

KEPLER
coreografia di Diego Tortelli

MERIDIANA
coreografia di Diego Tortelli

SHELTER
coreografia di Saul Daniele Ardillo

Produzione FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA /ATERBALLETTO
Coproduzione FONDAZIONE PALAZZO MAGNANI
Technological development and user experience design by RE:LAB
Video production & editing by RIOT STUDIO (LAPEJ)
con il sostegno del MINISTERO DELLA CULTURA / PROGETTI SPECIALI 2021 e AGO MODENA FABBRICHE CULTURALI

Prima presentazione:

5-6 giugno 2021 Modena, AGO Modena Fabbriche Culturali